"Adagio napoletano" di Stefania Adami

© Stefania Adami - Adagio napoletano

© Stefania Adami - Adagio napoletano

6 Dicembre 2022

Il titolo richiama lo spettacolo teatrale in musica, composto da canzoni tradizionali che si susseguono come quadri ed evocano le persone, le atmosfere, i luoghi e le immagini di Napoli. E questo Stefania Adami ha magistralmente fatto con un lavoro di 31 fotografie che ha vinto il secondo premio al Concorso della FIAF “Portfolio Italia 2022”.

L’ambiente raccontato è il dedalo di vicoli che si snoda a poche decine di metri dal rumoroso ed affollato Centro storico. Sono i Quartieri Spagnoli, fino a qualche anno fa proibiti ai turisti, che ancora oggi vi si addentrano soltanto per poche decine di metri per raggiungere una pizzeria o una trattoria. Qui non si trova il traffico né la folla, c’è il silenzio. Al piano terra di questi palazzi così alti da nascondere il cielo, famiglie napoletane poco abbienti vivono nei “bassi”, piccoli appartamenti composti da uno o due vani, così bui da indurre spesso a lasciare aperta una comunicazione sulla strada attraverso l’unica finestra o porta-finestra che lascia penetrare all’interno la scarsa luce dei vicoli. La tonalità scelta per le fotografie non richiama i colori che spavaldamente illustrano le tipiche vedute napoletane, ma neppure il drammatico bianco e nero, la luce con sfumature ambrate del Portfolio rispecchia il calore umano che permea questi vicoli. Le fotografie hanno una composizione rigorosa, ordinata, i personaggi sono pochi e ben definiti, descritti con grande sensibilità e rispetto, spesso inquadrati in una cornice, che sia una porta, una finestra o l’angusto spazio tra due edifici. 

La fotografia di apertura mostra un gruppo di testoline di terracotta frutto della produzione artigianale tipica di Napoli e usate per il Presepe napoletano «Tu pensi che siano solo pupazzielli invece sono vivi… Queste bamboline vivono attraverso i ricordi e le tradizioni…raccontano da anni l’anima della gente» (da “Alleria” di Marina Manco). La prima immagine ci introduce così al racconto, i cui protagonisti sono la gente di questa Napoli fotografata nel suo ambiente. 

Nei vicoli la vita si svolge sotto gli occhi di tutti. La bambina in mezzo al vicolo sta per riprendere in braccio il fratellino non più piccolissimo che oltre alla maglietta indossa solo il pannolino. I minuscoli appartamenti non possiedono lo spazio per stendere il bucato, così vediamo spesso la biancheria stesa ad asciugare nel vicolo. La sposa festosa trascina orgogliosamente lo strascico dell’abito bianco sul pavimento stradale. L’uomo a torso nudo sul balconcino a piano terra e la signora sbracciata non nascondono la loro fisicità e si protendono all’esterno alla ricerca dell’aria, di un po’ di fresco durante l’estate. La signora in età con vistosi anelli e bracciali si pettina affacciandosi alla finestra. La mamma esce a fumare sulla porta di casa mentre all’interno si intravede la bambina che dorme.

Ci sono anche fotografie dedicate alla religiosità, così sentita e così particolare a Napoli.  Un uomo apre la porta di casa come se invitasse ad entrare, a lato della porta sul muro esterno c’è la sua edicola votiva che espone con le immagini sacre la fotografia della moglie. Il “fumatore avvolto nel suo fumo” ha appeso ai muri della stanza una serie di immagini religiose, tra le quali appaiono anche il ritratto di Marilyn Monroe e il pupazzo della squadra di calcio del Napoli in un legame inscindibile tra sacro e profano. Molte fotografie riprendono dalla finestra gli interni dove la vita di casa è ben visibile a chi passa per la strada. Spesso nell’unico locale compare bene in vista il letto matrimoniale. Non mancano le fotografie dei negozianti: il trippaiolo dietro la sua vetrina o il pescivendolo che espone sulla strada la testa del pesce spada eretta come un monumento. 

Stefania non ha guardato queste persone, le ha conosciute e raccontate e, con loro, questo Quartiere così napoletano, inconfondibile. Ci sono anche fotografie in cui non compare l’uomo, ma anche queste raccontano una storia come la motocicletta fasciata nel nastro adesivo, l’angolo di strada con le scarpe bianche a tacco altissimo gettate a terra, i palloncini lasciati al termine di una festa sulla tipica pavimentazione stradale di pietra vicino ai cassoni dell’immondizia. 

Questo è un lavoro fotografico molto efficace che presenta in modo originale, realistico e un po’ magico la vita dei quartieri spagnoli, li rende ben riconoscibili a chi li ama e accenderà la curiosità in chi non li ha mai visitati.

Stefania Adami

Stefania Adami

Nasce e vive in Garfagnana. Ad undici anni inizia da autodidatta il suo percorso di formazione fotografica. Dal 1995 è socia del Circolo Fotocine Garfagnana e della FIAF. Il filo comune che unisce i suoi progetti è la narrazione della condizione di vita umana in diversi contesti. Inizia con lavori fotografici eseguiti in analogico, apprezzati e premiati, sviluppati a Cuba (“Havaneggiando” 2000), in Iran (“Donne che scorrono in silenzio” 2001), in Senegal (“Fame d’occidente” 2002 e “Sale Nero” 2003). Successivamente abbraccia la fotografia digitale, con questa aggiunge al rigore della composizione ed all’efficacia dell’immagine anche una postproduzione di “perfezionamento concettuale” dedicata al singolo progetto. I primi temi che sviluppa riguardano il rapporto tra migranti venditori da spiaggia ed i vacanzieri (2011, “A dislivello del mare”) ed il rapporto personale con la malattia e con le menomazioni che la cura della malattia determina (2013, “La morte si sconta vivendo”). Nel 2014 realizza un'installazione ora esposta in via permanente al museo a cielo aperto di “Bibbiena Città della Fotografia” : “L’inquiLinea”, vi sono assemblate le immagini di un anno con una fotografia per ogni giorno unite da una linea continua, come la linea del tempo. Il lavoro successivo è composto da dittici sul mondo del volontariato (2015, “L’aspetto in Volontario”). Negli anni 2016-17 sviluppa il lavoro “Barconi d’alto bordo” uno sguardo critico sulle disuguaglianze di cui rappresenta un aspetto nelle crociere di lusso con le loro esagerazioni consumistiche, sottacendo il paragone coi barconi dei migranti che attraversano i mari in condizioni disumane. Gli anni successivi sono stati dedicati allo sviluppo del Portfolio “Adagio napoletano” a cui si riferisce l’articolo allegato.

Le fotografie di Stefania Adami sono pubblicate su libri fotografici e riviste di settore quali Fotoit, Fotografare, Photo. È partecipe attiva a manifestazioni nazionali, convegni, tavole rotonde, giurie, serate a invito ed é’ stata insignita da vari riconoscimenti dalla FIAF: nel 2003 il titolo di AFI (Artista della Fotografia Italiana), nel 2016 il titolo di IFI (Insigne della Fotografia Italiana) e nel 2018 il titolo di Fotografo dell’anno FIAF, che ne pubblica la monografia “Una privata consapevolezza”, nel 2021 viene prodotto l’audiovisivo della Collana Multimediale Fiaf che ne ripercorre la storia artistica. Ha vinto numerosi premi fotografici ed è stata più volte finalista al concorso FIAF Portfolio Italia, aggiudicandosi il secondo posto nel 2004 e nel 2022.