L'occhio del Milanese - archivio soci storici 1930 - 1970 - mostra virtuale Sormani

L'occhio del Milanese - archivio soci storici 1930 - 1970 - mostra virtuale Sormani

Le foto in esposizione, scattate dai soci del Circolo Fotografico Milanese dagli anni ’30 fino alla fine degli anni ’70, presentano al grande pubblico un panorama inconsueto e talvolta dimenticato di vari aspetti di Milano.

La città è molto cambiata e sarà una sorpresa per molti vedere alcuni scorci della “vecchia” Milano. Ci si rende conto che sono profondamente cambiati i paesaggi urbani, le persone, gli abbigliamenti, in poche parole è cambiato il modo di vivere la città.

Le immagini riportano a nuova luce luoghi e persone che oggi sono oggetto di nuove visioni. La Stazione Centrale e l’arrivo dei migranti dalle regioni meridionali, i lavoratori e la fruizione naif del tempo libero, le strade e i mezzi di trasporto, il mito nascente dell’automobile con il rito del lavaggio domenicale, i giovani e i bambini con i loro giochi all’aperto, le case di ringhiera e i quartieri che oggi vivono un’epoca di splendore.

Le foto, tutte in bianconero, sono ricavate sia dall’archivio fotografico del CFM e da archivi di enti pubblici o privati milanesi, sia da archivi privati di eredi o aventi diritto. Tra i soci/autori storici del CFM figurano nomi di assoluto rilievo nel panorama fotografico non solo cittadino ma anche nazionale e internazionale.

Alcuni nomi: Cesare Colombo e Toni Nicolini, Ernesto Fantozzi e Valentino Bassanini, fondatori del Gruppo ’66, Wanda Tucci Caselli, Emilio Secondi, Sergio Magni, apprezzatissimo divulgatore e docente di fotografia. Ma sono presenti anche autori meno noti al grande pubblico ma con immagini ugualmente molto interessanti. La mostra “L’occhio del Milanese – 1930-1970” è organizzata per celebrare il 90° anniversario della fondazione del Circolo Fotografico Milanese, avvenuta nel 1930.

La mostra era stata programmata in maggio/giugno alla Biblioteca Centrale di Milano “Palazzo Sormani” ma la pandemia COVID19 ha costretto a rivedere il programma e a presentare la mostra sotto forma di audiovisivo. La città ha cambiato volto, ma ci fa molto piacere ricordarla così com’era.