La Galleria Gracis continua il suo percorso di esposizioni dedicate ai grandi maestri del Novecento italiano scegliendo per l’autunno 2026 di esplorare le figure di due artisti che, ognuno nel suo ambito d’indagine, possono essere considerati dei veri e propri avanguardisti. Atanasio Soldati, artista parmigiano maestro dell’astrattismo italiano del secondo Dopoguerra, viene messo in dialogo con gli scatti di Franco Fontana, fotografo modenese tra i nomi più importanti in Italia negli ultimi decenni le cui opere si contraddistinguono per l’uso del colore e l’equilibrio della composizione.
La mostra, realizzata in collaborazione con la Galleria Photo & Contemporary di Torino, vuole creare un dialogo tra due ricerche artistiche che, pur appartenendo a linguaggi differenti, condividono una profonda affinità visiva e concettuale. Come si può notare dalle fotografie allegate, attraverso il confronto tra immagini, forme e superfici, il progetto intende mettere in evidenza assonanze formali, ritmi cromatici e tensioni compositive che conducono verso una dimensione di astrazione, dove il colore e la costruzione dello spazio diventano elementi centrali della percezione.
Franco Fontana, scomparso il 29 agosto 2026, nasce a Modena nel 1933 e, avvicinatosi alla fotografia da autodidatta, trasforma ben presto una passione amatoriale in una ricerca professionale che lo porterà a diventare uno dei più autorevoli fotografi italiani sulla scena internazionale.
Fin dagli anni Sessanta sviluppa un linguaggio del tutto personale, rivoluzionando il ruolo del colore nella fotografia: non più semplice elemento descrittivo, ma autentica struttura compositiva dell'immagine. Attraverso campiture cromatiche nette, linee essenziali e rigorose geometrie, Fontana interpreta paesaggi e architetture come costruzioni visive autonome, sospese tra realtà e percezione
È proprio questa concezione dell'immagine, intesa come rilettura del reale e non come sua semplice registrazione, a trovare un profondo punto di contatto con la ricerca pittorica di Atanasio Soldati, accomunata dalla medesima tensione verso una sintesi formale, affidata al colore e al rigore delle linee geometriche quali strumenti di costruzione dell’immagine.
Soldati nasce a Parma nel 1896 e scompare nel 1953, si forma come architetto prima di dedicarsi interamente alla pittura e con la sua ricerca artistica ha contribuito alla definizione del linguaggio astratto in Italia.
Nelle sue opere, Soldati ricostruisce uno spazio mentale, sospeso, enigmatico, atemporale, dove la città e i paesaggi diventano strutture di rapporti formali e volumetrici, nei quali è chiaro il rimando metafisico che fa percepire il silenzio e la sospensione di questi non luoghi.
Accostando le opere di questi due artisti è semplice tracciare un parallelismo tra le composizioni studiate su linee ritmate, piani sovrapposti, geometrie costruite dalla luce e dal colore, sempre acceso e vibrante. Il paesaggio e la città diventano per entrambi elementi da reinterpretare soggettivamente attraverso il colore, la luce, e i volumi, e così la realtà che non viene documentata ma interpretata; sia l’artista che il fotografo rivendicano nelle loro opere la libertà interpretativa di analizzare il reale.
Atanasio Soldati - Franco Fontana: esplorazioni tra forma e colore
Dall'astrattismo all'avanguardia fotografica. 1930 – 2017.
INAUGURAZIONE 6 OTTOBRE, ORE 18, in Piazza Castello 16, Milano
L’esposizione durerà dal 7 ottobre al 23 dicembre 2026

